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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Martina Cardelli, madre di studentessa del Virgilio

 

Sono abbastanza allibita dal silenzio di tutti, e in particolare dei miei amici, su quello che sta succedendo al Virgilio. Stamattina cani antidroga davanti alla scuola.

Un attacco senza precedenti, livoroso, calunnioso, violento, contro quella che è una comunità SOPRATTUTTO di ragazzi in un’età delicata e professori. Un attacco senza rispetto per chi va ogni mattina a scuola con serietà e impegno, senza rispetto per i professori che dedicano la vita al buon nome del liceo, né per le famiglie che fanno anche grossi sacrifici per sostenere i loro figli in un percorso difficile.

Partendo da pochi fatti di cui molti solo “presunti” (petardi spacciati per bombe carta, video hard mai visti da nessuno), questi giornali, dimenticando la parola “presunto” che ormai da tempo non fa più parte del loro lessico, hanno condannato un intero liceo alla gogna. Dando fondo a tutto il repertorio -che regolarmente in Italia si riaffaccia – dell’odio per il “fighetto radical chic”, per il “figlio di papà comunista”.  Accostando senza riguardo per la verità parole pruriginose come “sballo”, “video hard”, “spaccio”.

Su Twitter fioccano insulti di ogni genere, da gente qualunque come da politici e giornalisti che dovrebbero innanzitutto tutelare dei soggetti minori.

I genitori, ormai all’unanimità, hanno provato a fermare questa valanga ma ormai sono impotenti. Non basta che i ragazzi si siano seduti tutti insieme in silenzio nel cortile della scuola per protestare. Non basta che i rappresentanti dei genitori abbiano scritto una lettera condivisa da tutti. Non basta che i rappresentanti dei ragazzi abbiano scritto una lettera alla preside firmata da TUTTI i rappresentanti di classe. Si continua a parlare di clima omertoso e di pochi prepotenti che condizionano la vita della scuola.

La verità è che il Virgilio è una scuola piuttosto unita dove si fa e si parla di politica, e questo non piace. Dove alle elezioni hanno votato più di 1000 ragazzi su 1300 e questo è decisamente in controtendenza con il paese.

Difendere il Virgilio ora non significa avallare il teppismo, la canna in cortile, il sesso nelle aule. Significa proteggere una comunità sensibile come la scuola dall’arbitrio di chi decide senza prove, senza inchiesta, senza processo, di umiliare 1300 ragazzi e gettare un’ombra sulla loro carriera scolastica.

Martina Cardelli