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COMUNICATO STAMPA – I GIURISTI DEMOCRATICI DI ROMA ESPRIMONO SOLIDARIETA’ AGLI STUDENTI DEL LICEO VIRGILIO E CONDANNANO LE TENTAZIONI REPRESSIVE DELLE AUTORITA’ SCOLASTICHE

L’occupazione studentesca del Liceo Virgilio di Roma, rivolta a denunciare le disastrose condizioni dell’edilizia scolastica e la legge della cosiddetta “buona scuola”, durata solo una settimana e finita spontaneamente oltre un mese fa (19 ottobre), è divenuta il pretesto per una reazione spropositata da parte delle autorità scolastiche, giunte al punto di ventilare una chiusura della scuola. La campagna mediatica che ne è seguita ha avuto come bersaglio, più che gli studenti, le famiglie che hanno difeso il diritto dei ragazzi alla protesta civile e non violenta.
Gli argomenti sono noti, tesi a presentare come privilegiati e viziati coloro che si impegnano anche per difendere i diritti altrui. Sulla base di questa rappresentazione, le classi “veramente popolari” vorrebbero maggiore repressione. Repressione ed ordine che i radical chic (categoria in cui vengono compresi tutti coloro che hanno una pur vaga coscienza democratica) impediscono. Si tratta di una strategia comunicativa frusta, che va disvelata in modo netto.
Come Giuristi Democratici, poi, non possiamo non osservare che le accuse verso gli occupanti appaiono quanto mai fumose e pretestuose. Il fenomeno della droga nelle scuole, purtroppo diffuso in tutta Italia, viene utilizzato contro il gruppo delle e degli occupanti, confondendo gli studenti impegnati e critici con chi dovrebbe impedire l’uso di droga nella scuola. E ciò mentre, notizia di questi minuti, Prefetto, Questore e Comandante provinciale dei Carabinieri hanno diffuso una nota dalla quale emerge che non vi sono elementi che facciano pensare alla cessione di sostanze stupefacenti né tanto meno ad atteggiamenti violenti e intimidatori da parte degli studenti.
Grave, inoltre, il fatto che il lancio di un petardo durante la ricreazione venga presentato dalla Preside come una bomba (solo successivamente definita “bomba-carta”). Come appare evidente, non si è più qui nel campo dell’ingenuità. C’è una specifica volontà di creare un caso mediatico. Su 1.300 studenti, non è chiaro perché il petardo dovrebbe avere una coloritura politica.
Insomma, ad un mese dalla finita occupazione, pare che siano le Autorità scolastiche a volere alimentare il caso per intimidire definitivamente gli studenti impegnati politicamente, sollecitando ossessivamente l’intervento della Questura e della Procura, auspicando l’arresto degli studenti, in una palese incapacità di gestire la vicenda in modo non tanto partecipato —sarebbe forse pretendere troppo—, ma anche solo istituzionalmente corretto. Nondimeno, dimenticando la funzione pedagogica che la scuola deve svolgere anche verso coloro che hanno, eventualmente, sbagliato.
I Giuristi Democratici manifestano, in primo luogo, solidarietà agli studenti politicamente impegnati della scuola, che non devono scoraggiarsi ma proseguire nel proprio percorso di impegno civile e sociale, di cui c’è sempre più bisogno in un’epoca storica in cui il disinteresse per la cosa pubblica pare invece incentivato. Dovranno però prestare massima attenzione alle forme di lotta adottate, perché, come questa vicenda dimostra, in tempi difficili come quelli attuali non bisogna mai prestare il fianco, neanche alle critiche strumentali.
Invitano, poi, la Ministra a vigilare attentamente anche su chi, come la dirigenza regionale e quella scolastica, anziché rilasciare improvvide dichiarazioni alla stampa, dovrebbe operare affinché la scuola resti un laboratorio di partecipazione e non lo divenga invece di repressione.

Roma, 21 novembre 2017
ASSOCIAZIONE GIURISTI DEMOCRATICI DI ROMA