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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

un’amara riflessione di alcuni studenti del Virgilio,

facendo anche noi una riflessione, rivolta a chi ha parlato e scritto a sproposito:

è questo che volevate ? Incattivire gli animi ?

 

Virgilio: cari benpensanti, speriamo che vi vengano a prendere a calci

Nella storia del Virgilio, noi stiamo dalla parte del “mostro”.

Potremmo fare un ‘factchecking’ di tutte le idiozie scritte e lette in giro sul Virgilio, uno dei licei del centro di Roma diventato in una manciata di giorni postribolo di perdizione, casamatta degli irriducibili violenti di estrema sinistra, centrale della droga, territorio di un clan mafioso. Ricostruire minuziosamente come è iniziata e andata avanti la vicenda, sezionarla e smontarla pezzo per pezzo, ridicolizzare i giornalisti e gli opinionisti. Ma servirebbe davvero a qualcosa? Forse no, tanto la girandola è partita e la ‘non notizia’ sarà spremuta fino all’ultima goccia di niente e fino all’ultimo boccone di luogo comune trito e ritrito.

Conviene invece concentrarci su un altro punto: l’operazione mediatica attorno e contro gli studenti del liceo – e in particolare contro quelli del collettivo, rei di aver occupato l’istituto dopo che il tetto di scuola gli è crollato in testa – è di una violenza incredibile e ingiustificabile. Una violenza annichilente, sproporzionata, soffocante, agita da giornali e televisioni, politici ed esperti (oh sì! Gli esperti di giovani, di scuola, di sesso, di devianza, di droga), che non lascia spazio di replica, contro un gruppo di ragazzi giovanissimi che evidentemente non hanno nessuna arma per rispondere all’assedio. Da loro si pretende solo la resa incondizionata, ma soprattutto il silenzio. Certo, in qualche pastone la “voce degli studenti” è stata infilata in un boxino con un’intervista a un rappresentante. Contentino alla deontologia, paravento per un’operazione dettata dall’ideologia e dalla stupidità di un ciclo della notizia in cui ognuno la deve sparare più grossa del competitor, in cui il niente è stiracchiato all’infinito.

E ora? Ora che la frittata è fatta, che è stato costruito un mostro fatto di ragazzi attivi politicamente, di occupazioni, di atti di amore nelle classi, di qualche grammo di hashish… ora che facciamo?

Ora, facciamo il tifo per quel mostro che avete costruito per distruggere ogni forma di vita che vi disturba, mentre non vi reca alcun fastidio il fatto che quegli stessi studenti continuino ad andare a lavorare gratis da McDonalds o che le scuole gli cadranno ancora in testa. Ora speriamo che quel mostro vi venga a prendere a calci in culo, vi tiri giù dalle vostre poltroncine di opinionisti, vi stani nelle vostre idee rassicuranti. Speriamo che si alimenti della vostra violenza e cattiveria, della morbosità e delle bugie, per diventare sempre più grosso e, chissà, riuscire a rompere la disperazione della vita che vorreste riservarci.